Chi siamo da sostituire
L'esperienza del Laboratorio Sociale No Global War nasce il 27 novembre 2001 nella Giornata della Disobbedienza (more info) in uno stabile abbandonato e in degrado di anni in via Negrelli a Monselice.
Nei mesi tra novembre 2001 e marzo 2002 si è proposto come uno spazio fisico liberato,autogestito e autofinanziato a disposizione dei giovani di Monselice e non solo in una zona in cui l'aggegazione e l'esigenza di spazi sociali sono diventate esigenze sempre meno sentite da parte dell'Amministrazione quando non apertamente ostacolate.
Infatti mentre la situazione dell'associazionismo diventava sempre più insostenibile per la negazione (non la mancanza) degli spazi fisici necessari e di appoggio dell'Amministrazione comunale il Laboratorio ha ospitato al suo interno i primi concerti di gruppi locali, serate di informazione contro la guerra globale permanente, sul rischio OGM ecc. e si avviava a diventare un buon punto di partenza per molte altre iniziative raccogliendo sempre più persone all'interno del proprio comitato di gestione.
Nel pieno del suo sviluppo e quando ormai produceva in maniera continuativa aggregazione, cultura, musica per la società civile della bassa padovana, sono rimaste inascoltate le richieste di regolarizzazione della situazione di occupazione e dopo svariati incontri in cui i rappresentati dell'Amministrazione si sono negati o hanno dato risposte evasive scaricandosi a vicenda competenze e responsabilità si è arrivati allo sgombero nel marzo del 2002.
Di qui è cominciato il "pellegrinaggio" praticamente settimanale verso
gli uffici del Sindaco e di assessori vari di chi aveva gestito e vissuto
il Laboratorio come un'esperienza da salvaguardare e far crescere e chiedeva
fosse trovata una valida alternativa allo stabile Via Negrelli.
Così ci siamo fatti un'idea sulla situazione degli spazi sociali a
Monselice e non solo, accorgendoci che moltissime associazioni erano
carenti dei spazi minimi per svolgere la propria attività.
Dopo mese e mesi di incontri rimandati, risposte evasive e prestampate ("spazi non ce ne sono") e una manifestazione svoltasi nel giugno del 2002 che ha toccato diversi spazi pubblici e privati inutilizzati, sottoutilizzati e in degrado in pieno centro della città, il 18 ottobre 2002 nella giornata dello Sciopero Generalizzato e nell'ottica della generalizzazione dei diritti ( Leggi articolo) è stato riaperto lo stabile di Via Piave in cui ci troviamo attualmete. Si tratta di una struttura comunale rimessa completamente a nuovo con i fondi della Comunità Europea (quindi pubblici) e rimasta chiusa e negata alla comunità per ben tre anni dopo la chiusura dei lavori.
Poche settimane dopo l'occupazione è stato elaborato e presentato un progetto di formazione di un centro di documentazione ambientale da affiancare alla neonata Casa delle Associazioni, progetto perfettamente compatibile con la destinazione d'uso iniziale dello stabile ma neppure questa volta preso in considerazione dall'Amministrazione Comunale tutta tesa unicamente dallo sforzo di negare la trattativa con il pretesto dell'illegalità di un'azione come l'occupazione mentre tranquillamente sorvolava sulle sue vere illegalità: tenere chiuso e a rischio di degrado anche questo spazio per anni, negarlo alla comunità dopo aver speso le sue risorse per rinnovarlo e tentare addirittura di venderlo alla provincia (quindi a fronte di una pretesa mancanza di spazi cosa fanno gli amministratori? svendono il patrimonio pubblico) se non è il illegale è quanto meno cattiva gestione della cosa pubblica.
Nel frattempo il comitato promotore raccoglieva adesioni dagli studenti in rete (che tutt'ora hanno in Via Piave la loro sede e che altrimenti sarebbero costretti a fare i collettivi nei bar), dagli Sportelli degli Invisibili e dall'Associazione Culturale Claudio Varalli ospitati in strutture inadeguate, dal Comitato Popolare Lasciateci Respirare impegnato nelle tematiche ambientali con cui collabora, dal club Quota 8 metri, dall'Ass. Sportiva Città del Castello, dall'associazione Totem di Este altra realtà che dopo anni di lavoro volontario nel quartiere Pilastro di Este si trova ora senza neppure una stanza per sede.
La Casa delle Associazioni è stata fin'ora un contenitore formidabile di iniziative musicali, di rassegne cinematografiche gratuite, di iniziative come il dibattito contro la guerra globale e permanente a cui ha partecipato Don Vitaliano della Sala che ha "tenuto a battesimo" la Casa delle Associazioni, ha ospitato l'associazione Ya Basta di ritorno dai suoi viaggi in Equador e medio oriente, ha organizzato una critical art a cui hanno partcipato deciìne di giovani artisti (Leggi articolo), ha inaugurato una pista da skate, (Leggi articolo), ha partecipato alle mobilitazioni contro la guerra in Iraq come uno dei punti iniziali della straordinaria settimana del train stopping (Leggi articolo)
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Nella Casa delle Associazioni c'è posto per voi!!!